Il costituendo comune di Verzasca, con la sua superficie di 218 Km2, si situa a metà strada tra il comune più grande della Svizzera (Scuol-GR con 438 km2) e quello più piccolo (Ponte Tresa-TI con 0.28 Km2). Questa curiosità geografica fa però comprendere l’importanza che sarà da dedicare alla gestione di questo ampio territorio.

Non solo Comune, ma altri enti

In particolare saranno da concertare le attività dei vari Patriziati e degli altri enti e società che operano sul territorio per quanto riguarda la gestione del patrimonio forestale e sentieristico, integrandoli con aspetti più tangibili per la popolazione residente quali la gestione delle costruzioni, delle infrastrutture, oppure per gli enti giuridici che sono attivi nei vari servizi di comunicazione e delle reti di distribuzione (elettricità, dati, acque, posta, pacchi, servizi della sanità, logistica in generale).

Evitare la perdita di memorie storiche, competenze e conoscenze

Prima di una coordinazione efficiente di tutti gli interventi, sarà necessario procedere ad un inventario sia fisico degli oggetti e delle problematiche presenti, sia delle competenze più astratte e legate alla memoria di chi per decenni ha gestito queste reti con profondo impegno personale. Le informazioni che potenzialmente vanno perse possono essere molteplici. Il nuovo Comune dovrà occuparsi di raccoglierle e catalogarle in modo da ridurre al minimo le zone non coperte da tali conoscenze.

Approccio strutturato alle varie problematiche

Una volta fatto questo lavoro da certosino, sarà necessario applicare degli strumenti di ingegneria gestionale, di concerto con l’ufficio tecnico comunale e il suo responsabile che rimane tutt’ora da selezionare e nominare, per ponderare correttamente quali interventi andranno svolti e con che priorità. La ponderazione dovrà avvenire principalmente tenendo conto degli aspetti finanziari a lungo termine (investimenti e ammortamenti), ma anche dell’urgenza dovuta all’usura che le opere verranno ad acquisire man mano nel tempo.

Criticità della Legge sugli Appalti Pubblici

La legge sugli appalti pubblici attualmente in vigore non aiuta nella scelta delle soluzioni migliori, perché riduce di molto il margine di manovra del committente nell’attribuzione dei mandati, obbligandolo a tenere in considerazione in maniera troppo importante il prezzo, a discapito di altri criteri quali la territorialità e le referenze nell’esecuzione di lavori pubblici.

Il connubio tra paesaggio e aggiornamento è importante

Un altro aspetto riguarda la concertazione con il DT a livello cantonale il DATEC a livello federale, con cui andranno ricercate tutte le possibili soluzioni e i punti d’incontro volti a rendere veloci e adeguate le procedure per il recupero e la ristrutturazione degli innumerevoli stabili presenti sul territorio comunale. Se da una parte è eticamente corretto tenere in  considerazione gli aspetti paesaggisti (che sono il valore aggiunto del territorio), dall’altra è fortemente sbagliato metterli davanti a tutto, perché le lungaggini burocratiche e decisioni anacronistiche non fanno altro che impoverire il territorio stesso della voglia e motivazione a lavorare della popolazione residente. Non vogliamo che si riduca la stessa a bersaglio delle angherie politiche e burocratiche di quella parte di funzionari e sedicenti associazioni di “protezione” che della vita in una valle (non troppo) periferica sembrano conoscere solo le belle illustrazioni.

In questo senso il lavoro da fare resta molto, e il cambio di paradigma del nuovo esecutivo e del nuovo legislativo comunale dovrà essere netto. Bisognerà partire a tavoletta e con le gomme calde rilasciando anche il freno a mano imposto dalla pandemia.

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