Vorrei che tornassimo a ragionare per il bene di tutto il Cantone, evitando i campanilismi che hanno caratterizzato gli ultimi anni quando si trattava di prendere delle decisioni che potevano risultare impopolari per certi gruppi di persone.

La mobilità è collassata. Ci sono interventi in corso d’opera che miglioreranno qualche aspetto puntuale. È necessario però ragionare più a lungo termine, prevedendo la situazione nei prossimi 50-100 anni. Anche perché abbiamo un secolo di staticismo da recuperare. Ricordo che le autostrade sono state progettate e concettualizzate negli anni ’50, e non sono ancora totalmente realizzate ora, 70 anni dopo. L’assetto dei trasporti pubblici dovrà essere rivisto radicalmente. Dovremo garantire la raggiungibilità del primo treno per il Nord delle Alpi a tutte le valli attraverso i collegamenti con i mezzi pubblici. Saranno da implementare le tratte mancanti, tra le quali il collegamento con l’aeroporto cantonale di Locarno-Magadino. Andrà rafforzata la cadenza dei treni, ed eventualmente la capacità ragionando sull’introduzione dei treni a due piani. Questo renderà il trasporto pubblico attrattivo e competitivo rispetto al trasporto privato. Bisognerà inoltre cominciare a ragionare seriamente sulla mobilità di persone e merci sottoterra, a mo’ di metropolitana. La tecnologia esiste, le competenze anche. Abbiamo aziende che svolgono consulenze in questi ambiti in tutto il mondo. Cerchiamo di coinvolgerle per il nostro territorio. #facciamolo